Il CEPHALOTUS follicularis è l'unico rappresentate della sua famiglia
Cephalotaceae, in natura vive del sud-ovest dell'australia, precisamente in una
zona delimitata dalle città di Albany, Augusta e Perth in zone paludose ad alta
umidità.
Il Cephalotus si può considerare come un anello di congiunzione tra le piante
"normali" e le "piante carnivore", infatti in questa magnifica pianta convivono
sia le caratteristiche di tutte le piante (foglie a lamina) sia le caratteristche
delle piante trofiche (ascidi catturanti, liquidi digestivi, sistemi attrattivi)
, inoltre spesso la pianta produce delle proto-trappole che sono il mix tra foglie
normali e ascidi.
Le foglie si presentano a lamina, alquanto carnose di colore verde con a volte
sfumature rosso/violacee, le trappole sono a forma di otri (ascidi) bombati alla
base con 2 costole pelose longitudinali, l'ascido è sormontato da un opercolo.
La colorazione delle trappole, dipendente dall'esposizione della pianta al sole
, và dal verde brillante al rosso passando, in caso di esposizione controllata,
ad un verde striato di rosso.
Complessivamente il suo aspetto è di un cuscino, appoggiato su sfagno vivo praticamente
obbligatorio per evitare muffe e funghi, fatto di foglie e trappole.
Il sistema catturante è un mix di altri sistemi:
Dall'ascidio vengono emanati profumi attiranti (Sarracenie) che inducono l'insetto
(sopratutto formiche) ad entrare nella trappola, invogliato anche dal nettare;
Subito sotto il bordo dell'entrata sono presenti dei denti rivolti verso il basso
(Dionea) che impediscono la risalita della preda;
Il liquido sul fondo della trappola oltre ad attirare ha anche il compito di stordire
l'insetto (Nepenthes) che a causa delle pareti liscie e scivolose (Sarracenie) cadrà
nel liquido digestivo.
Il Cephalotus è tra le piante che necessitano di più di apporto azotato, probabilmente
per la sua varietà di foglie/trappole, quindi senza esagerare se gli forniamo qualche
formica (1 per ascidio) la pianta crescerà più rigogliosa.
Richiede, come le Sarracenie, un periodo di riposo invernale, mantenendo la temperatura
al di sopra dei 5° dove, come al solito, manterremo il sub-strato umido innaffiando
dall'alto senza sottovaso.
All'inizio della primavera quando la pianta inizierà a produrre foglie normali
(per avviare la fotosintesi) ripristineremo il sottovaso con l'acqua.
Di seguito la pianta passerà a produrre ascidi in concomitanza con il risveglio
degli insetti.
Eliminando alcune delle foglie "normali" (non tutte) si indurrà la pianta a produrre
più ascidi.
Il Cephalotus è soggetto all'attacco di muffe e funghi specialmente dello OIDIO
e della BOTRITE, quindi, oltre allo sfagno vivo, necessita di una particolare accortezza
nei periodi freddi e umidi per evitare ristagni d'acqua.
La sua moltiplicazione avviene fondametalmente per talea fogliare come per la Dionea,
con modalità simili.
E' una pianta che gradisce poco i re-invasi quindi bisogna procedere ad essi, fine
Febbraio inizi Marzo, esclusivamente quando necessari veramente.
Il sub-strato da usare è il solito Torba/Perlite in rapporto 1:1 con l'aggiunta, per
migliarare il drenaggio, di poco carbone vegetale sminuzzato da giardinaggio.
La sua crescita non è certo un esempio di velocità, ma la sua bellezza e la sua
particolarità ripagano ampiamente il tempo che gli dedicheremo.
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